domenica 17 marzo 2019

Nuovo record personale con la monopinna: 14 metri in più.

Sono molto orgogliosa di questi metri in più perchè ho tentato il massimale alla fine di una giornata infernale. Avevo due turni di lavoro in due piscine diverse con 40 minuti per riposarmi a casa, ma l'istinto mi ha suggerito di portare con me la muta da apnea e infatti il primo turno è durato mezz'ora  in più perchè ho dovuto fare un lezione privata, ma nessuno mi aveva avvertito e alla fine ho dovuto mangiare in macchina.

Per fortuna oltre alla muta avevo portato anche da mangiare. Sapevo che avrei tentato il massimale quindi ho mangiato circa 12 fette Wasa. Ce ne sono diverse, quelle che avevo io sanno di cartone e  le compro proprio per questo, così non ne mangio troppe.

Al secondo turno il mio collega arriva in ritardo e io mi arrabbio a morte e non gli parlo per tutto il pomeriggio. Quando finalmente penso di aver finito si avvicina un genitore che aveva un bambino in un altro gruppo e mi fa vedere un certificato in cui si dice che il bambino si è tuffato dal bordo e ha nuotato 200 metri. Ma, dice l'uomo, suo figlio si è tuffato dai blocchi di partenza, perchè non sta scritto nel certificato? Gli rispondo che è un certificato standard e che per avere la sufficienza nel nuoto non c'è bisogno di tuffarsi dai blocchi. L'uomo insiste che il certificato è sbagliato e va cambiato. Gli dò ragione e me la squaglio.

Quando arrivo alla piscina dove mi alleno, la macchinetta per pagare il parcheggio non accetta la mia carta di credito. Medito di tornare a casa...ma poi mi dico che non mi devo arrendere e trovo un'altra macchinetta che non avevo notato.

Entro in piscina e c'è la fila per fare i massimali, visto che mancano meno di due settimane ai campionati. Io non ho fretta, ne approfitto per rilassarmi. Sono ancora arrabbiata e il cuore mi batte fortissimo. In più ho dimenticato la cuffia a casa o forse l'ho persa, non lo so ancora.  Non trovo nemmeno un elastico per i capelli e allora decido di provare a fare il massimale con gli occhialini, così non mi vanno i capelli davanti agli occhi.

Mi stendo con le gambe in alto e piano piano riesco a rilassarmi. Comincio a trattenere il fiato a secco per riscaldarmi quando Tomas mi dice di prepararmi. Io non gli posso rispondere perchè sto trattenendo il fiato. Le contrazioni arrivano tardi a sono "buone". Visualizzo la piscina di Göteborg che è molto luminosa e tranquilla. Dopo qualche minuto Tomas mi incalza ancora dicendo che tra poco la piscina chiude, ma io sto trattenendo per la seconda volta il fiato e non mi preoccupo perchè so che sarò pronta in tempo. 

Entro in acqua e chiedo un conto alla rovescia di due minuti, giusto il tempo di abituarmi all'acqua e prendere fiato. Sono freddolosa e non mi piace entrare in vasca con molto anticipo.

Arriva il momento di partire e mi sento molto fiduciosa. Verso i 35 metri comincio a soffrire, verso gli 80 (o almeno credo che fossero 80) mi sembra di non farcela più, ma mi dico che devo per lo meno fare la virata dei cento. Poco prima del muro dei 100 cominciano i dolori dell'acido lattico, ma io sono determinata a fare un nuovo record. Mi dico che è solo una statica con dei dolori alle gambe e continuo a nuotare. Mi sento lucida e il fiato c'è ancora, sogno il muro dei 150, ma le gambe mi fanno veramente male. Esco credendo di aver fatto 120 metri, mi guardo intorno e vedo che ho superato la scaletta che sta a 25 metri. Conto le mattonelle e sono quasi 129 metri, ma si arrotondano sempre per difetto: 128 metri! Tomas mi dice che ho fatto un ottimo protocollo d'uscita. Mi mancano solo 11 metri per raggiungere la mia compagna di allenamento e rivale AL. Speriamo di accorciare le distanze nella gara di mercoledì a Göteborg.

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