domenica 31 marzo 2019

Campionati svedesi: monopinna, lezioni apprese e pensieri sparsi


Foto di Tomas Schiffer

Anche questa notte dormo male, il giorno prima ho mangiato troppo e sono preoccupata per il passaggio all'ora legale. Non faccio colazione perché devo ancora digerire la cena, faccio la valigia e mi avvio verso la piscina: comincia a nevicare!
Arrivo prima dei miei amici, mi cambio e mi sento rilassata, anche troppo. Dico a Tomas che mi sento troppo appagata per l'argento in statica e gli chiedo di farmi un discorsetto motivazionale. Lui mi risponde che si sente esattamente come me. Allora mi propongo un obiettivo: battere la mia amica AL che ha un record personale di 138 in allenamento, 10 metri più di me: è fattibile.
Arriva il momento della partenza, mi sento tranquilla. La crisi arriva a 50 metri e ne sono felice perchè altre volte arrivava a 35. Mi dico che devo resistere perché non voglio sprecare un'occasione come ho fatto ieri con la rana. La piscina è profonda al centro e io non riesco a mantenermi a un altezza costante e seguo il fondo su e giù perdendo energie, ma mi dico che non devo cercare scuse. 
Viro al muro dei cento con le gambe già pesanti, continuo e so che per battere AL devo arrivare alla parte meno profonda della piscina, le gambate sono sempre più lente e meno efficaci, mi fermo quasi e decido di salire pure sapendo che non ho raggiunto il mio obiettivo. Prima della gara avevo pensato che se le gambe mi avessero fatto troppo male, avrei potuto continuare con le braccia, ma poi me ne sono dimenticata. Dimentico anche che i giudici sono a sinistra e mi appoggio alla corsia di destra e per eseguire il protocollo d'uscita mi devo girare e perdo sempre l'equilibrio e sono costretta a cambiare due volte braccio d'appoggio volgendo per qualche decimo di secondo le spalle ai giudici. La mia amica Rahel che mi fa da coach mi grida di stare ferma e di guardare i giudici. È una parola, ma alla fine arriva il cartellino bianco: 127 metri. Quattro metri in più della gara di Göteborg.

Dopo di me AL arriva a bene 145 metri, guadagna il bronzo e anche l'argento nella classifica generale delle donne. Che risultato! Ed è solo la sua prima gara di apnea! Sono contentissima per lei, ma anche un po' arrabbiata con me stessa: ho vinto solo una medaglia e non due!

Me tu vedi la mente umana, in particolare la mia: da mesi e mesi sto male per problemi personali, ho avuto un sacco di malanni, ho cominciato ad allenarmi solo 3 mesi fa e di questi tre mesi due settimane sono stata malata, una l'ho passata in Italia e un sacco di volte ho saltato gli allenamenti perché lavorando in piscina la sera come insegnante di nuoto non ce la facevo ad asciugarmi e andare di nuovo a buttarmi in acqua. Inoltre sono una persona emotiva che non ha mia fatto sport a livello agonistico e gareggio proprio per diventare più forte da questo punto di vista, mentre AL è stata una campionessa di ping pong. Insomma l'argento è un miracolo, la qualificazione ai mondiale anche, ma io mi flagello perché non ho dato tutto nella rana subacquea.
Mi paragono e so che non dovrei farlo, anche con un'altra esordiente, la bravissima Paula che è arrivata terza a pari merito con delle altre ragazze sia nella rana subacquea che nella statica, ma non ha avuto il bronzo perchè aveva dichiarato di meno. (Prima della gara si dichiara quanto si vuole nuotare e a parità di merito vince chi si era avvicinata di più alla prestazione effettuata). Ma non è tutto: Paula ha nuotato 110 metri con delle pinnette corte assolutamente ridicole. Alla fine ha vinto il bronzo nella classifica generale e ha stabilito il record svedese con le pinne. E anche per lei era la prima gara.

RIASSUMENDO

Risultati
Statica: 5,34 secondo posto e qualificazione ai mondiali di Belgrado Aida del 2020
Rana: 55 metri, tredicesimo posto
Monopinna: 127 metri, quarto posto
Classifica generale donne: quinto posto

Emozioni
Gioia, soddisfazione, ma anche recriminazioni e senso di inferiorità.

Cosa ho imparato
Per aver buoni risultati il coach ci vuole. Senza Martin non avrei mai vinto l'argento. Ho saputo che video con il suo dito indice che a 2 centimetri dal mio naso e la sua voce che scandisce: "togliti il tappanaso, togliti questo" verrà usato come video educativo per far vedere come deve comportarsi un coach.

Mangiare con moderazione la sera prima della gara.

Se ci vuole la muta pesante per la statica non indossarla troppo presto.

Accettare il fatto che in questo sport si possono avere delle convulsioni e dei blackout.

Mi devo allenare di più e in maniera più scientifica.

Devo imparare a fare la carpa (una tecnica per immagazzinare più aria) e il no warm up (la cosidetta "botta secca", ovvero non trattenre il fiato prima della partenza, è dura ma pare che aumenti molto le prestazioni.

Devo essere determinata in tutte le discipline come lo sono in statica.

In albergo prima della gara dormo malissimo. Se è possibile è meglio affrontare un piccolo viaggio la mattina presto che passare una notte d'inferno.

FINE

E da domani inizia la preparazione per i mondiali e per il prossimo campionato.

2 commenti: