domenica 31 marzo 2019

Campionati svedesi: monopinna, lezioni apprese e pensieri sparsi


Foto di Tomas Schiffer

Anche questa notte dormo male, il giorno prima ho mangiato troppo e sono preoccupata per il passaggio all'ora legale. Non faccio colazione perché devo ancora digerire la cena, faccio la valigia e mi avvio verso la piscina: comincia a nevicare!
Arrivo prima dei miei amici, mi cambio e mi sento rilassata, anche troppo. Dico a Tomas che mi sento troppo appagata per l'argento in statica e gli chiedo di farmi un discorsetto motivazionale. Lui mi risponde che si sente esattamente come me. Allora mi propongo un obiettivo: battere la mia amica AL che ha un record personale di 138 in allenamento, 10 metri più di me: è fattibile.
Arriva il momento della partenza, mi sento tranquilla. La crisi arriva a 50 metri e ne sono felice perchè altre volte arrivava a 35. Mi dico che devo resistere perché non voglio sprecare un'occasione come ho fatto ieri con la rana. La piscina è profonda al centro e io non riesco a mantenermi a un altezza costante e seguo il fondo su e giù perdendo energie, ma mi dico che non devo cercare scuse. 
Viro al muro dei cento con le gambe già pesanti, continuo e so che per battere AL devo arrivare alla parte meno profonda della piscina, le gambate sono sempre più lente e meno efficaci, mi fermo quasi e decido di salire pure sapendo che non ho raggiunto il mio obiettivo. Prima della gara avevo pensato che se le gambe mi avessero fatto troppo male, avrei potuto continuare con le braccia, ma poi me ne sono dimenticata. Dimentico anche che i giudici sono a sinistra e mi appoggio alla corsia di destra e per eseguire il protocollo d'uscita mi devo girare e perdo sempre l'equilibrio e sono costretta a cambiare due volte braccio d'appoggio volgendo per qualche decimo di secondo le spalle ai giudici. La mia amica Rahel che mi fa da coach mi grida di stare ferma e di guardare i giudici. È una parola, ma alla fine arriva il cartellino bianco: 127 metri. Quattro metri in più della gara di Göteborg.

Dopo di me AL arriva a bene 145 metri, guadagna il bronzo e anche l'argento nella classifica generale delle donne. Che risultato! Ed è solo la sua prima gara di apnea! Sono contentissima per lei, ma anche un po' arrabbiata con me stessa: ho vinto solo una medaglia e non due!

Me tu vedi la mente umana, in particolare la mia: da mesi e mesi sto male per problemi personali, ho avuto un sacco di malanni, ho cominciato ad allenarmi solo 3 mesi fa e di questi tre mesi due settimane sono stata malata, una l'ho passata in Italia e un sacco di volte ho saltato gli allenamenti perché lavorando in piscina la sera come insegnante di nuoto non ce la facevo ad asciugarmi e andare di nuovo a buttarmi in acqua. Inoltre sono una persona emotiva che non ha mia fatto sport a livello agonistico e gareggio proprio per diventare più forte da questo punto di vista, mentre AL è stata una campionessa di ping pong. Insomma l'argento è un miracolo, la qualificazione ai mondiale anche, ma io mi flagello perché non ho dato tutto nella rana subacquea.
Mi paragono e so che non dovrei farlo, anche con un'altra esordiente, la bravissima Paula che è arrivata terza a pari merito con delle altre ragazze sia nella rana subacquea che nella statica, ma non ha avuto il bronzo perchè aveva dichiarato di meno. (Prima della gara si dichiara quanto si vuole nuotare e a parità di merito vince chi si era avvicinata di più alla prestazione effettuata). Ma non è tutto: Paula ha nuotato 110 metri con delle pinnette corte assolutamente ridicole. Alla fine ha vinto il bronzo nella classifica generale e ha stabilito il record svedese con le pinne. E anche per lei era la prima gara.

RIASSUMENDO

Risultati
Statica: 5,34 secondo posto e qualificazione ai mondiali di Belgrado Aida del 2020
Rana: 55 metri, tredicesimo posto
Monopinna: 127 metri, quarto posto
Classifica generale donne: quinto posto

Emozioni
Gioia, soddisfazione, ma anche recriminazioni e senso di inferiorità.

Cosa ho imparato
Per aver buoni risultati il coach ci vuole. Senza Martin non avrei mai vinto l'argento. Ho saputo che video con il suo dito indice che a 2 centimetri dal mio naso e la sua voce che scandisce: "togliti il tappanaso, togliti questo" verrà usato come video educativo per far vedere come deve comportarsi un coach.

Mangiare con moderazione la sera prima della gara.

Se ci vuole la muta pesante per la statica non indossarla troppo presto.

Accettare il fatto che in questo sport si possono avere delle convulsioni e dei blackout.

Mi devo allenare di più e in maniera più scientifica.

Devo imparare a fare la carpa (una tecnica per immagazzinare più aria) e il no warm up (la cosidetta "botta secca", ovvero non trattenre il fiato prima della partenza, è dura ma pare che aumenti molto le prestazioni.

Devo essere determinata in tutte le discipline come lo sono in statica.

In albergo prima della gara dormo malissimo. Se è possibile è meglio affrontare un piccolo viaggio la mattina presto che passare una notte d'inferno.

FINE

E da domani inizia la preparazione per i mondiali e per il prossimo campionato.

sabato 30 marzo 2019

Argento in statica e qualifica ai mondiali del 2020, pessima in rana subacquea

STATICA
Mi metto la muta, sento caldo mi tolgo la muta, aspetto, ma la rimetto di nuovo, mi stendo a rilassarmi nell'area riscaldamento. Il mio coach Martin mi parla per farmi rilassare, mi dice di immaginarmi in un posto tranquillo.  Trattengo il fiato due volte e poi Martin mi fa scendere in acqua 4 minuti prima dello start e mi fa fluttuare sulla schiena per tutto il tempo. Io non avevo mai fatto così, io entro sempre in acqua massimo due minuti prima perchè ho freddo.
La muta è tagliata e quindi mi entra acqua fredda nella schiena, ma comunque mi sento molto rilassata. Le contrazioni arrivano verso i 2 minuti, tengo duro, ma è sempre più difficile. Non sono abituata alla muta da 5mm e mi sembra di stare una posizione scomoda con la braccia che fluttuano troppo in alto. Mi viene pure un doloretto al collo cosa mai successa primma durante una statica. Ho detto a Martin che voglio uscire a 5'10'' e che se mi sento bene resto massimo fino a 5'30. Il mio massimale in allenamento è 5'41 e non voglio superarlo per non rischiare di svenire ed non poter fare la gara di rana il pomeriggio.
Arrivo faticosamente a 4 minuti e tutto mi sembra più facile. Ora Martin mi comunica il tempo ogni 15 secondi. So che manca poco al mio obiettivo. Arrivata 5 minuti penso che posso rimanere un'altro poco a 5'30 Martin mi dice di uscire, ma io questo non me lo ricordo però esco molto lentamente a 5'34. Alzo leggermente la mano destra per dare l'ok, quando Martin mi ricorda che devo togliere prima il tappanaso, secondo le regole dell'AIDA bisogna prima rimuovere l'attrezzatura dal viso e poi dare l'ok. Tolgo il tappanaso e comincio ad avere degli spasmi dovuti all'ipossia. Comunque riesco a dare l'ok. Cartellino rosso. Secondo il giudice ho fallito il protocollo d'uscita. I miei amici che hanno filmato dicono che il protocollo d'uscita comincia quando ci si toglie occhialini e tappanaso e quindi anche se ho alzato leggermente la mano destra, non fa niente. D'altra parte se l'atleta dà l'ok due volte vuol dire che non è lucido quindi la sua prova non viene convalidata.
Tomas si chiede consiglio anche ad un apneista che fa da molti anni il giudice, ma oggi non è in servizio e anche lui dice che dovrei protestare e mi aiuta a compilare il modulo. Ogni protesta costa quasi 50 euro, per evitare che gli atleti protestino anche quando sanno di avere torto marcio. Se la protesta viene accettata i soldi vengono restituiti. Io pago perchè ho già speso un sacco di soldi per venire qui, 50 euro in più o in meno non fanno tanta differenza. 
Vado a fare la doccia e una ragazza mi dice che se avessi avuto un cartellino bianco avrei vinto l'argento. Per me rientra un po' nella logica del famoso nonno che se avesse le ruote...
Quando torno in piscina sia il giudice che mi ha dato il cartellino rosso che un altro giudice mi dicono che ho fatto bene a protestare. La cosa mi fa ben sperare, ma al tempo stesso una mia amica anche lei giudice, ma non in questa gara, guarda il video della mia uscita e dice che secondo lei non accetteranno la protesta. Io sono abbastanza rassegnata e pronta ad accettare un verdetto negativo. 
I giudici si riuniscono e poi mi chiamano e mi chiedono perchè secondo me non dovevo essere squalificata. Io dico che è vero che ho alzato la mano ma non ho completato il segno dell'OK, quindi non ho dato due volte OK. La mia amica giudice mi aveva consigliato di dire semplicemente che avevo eseguito correttamente il protocollo d'uscita, ma io ho pensato che non potevo fare finta di non capire che il movimento della mano destra poteva essere male interpretato. 
I giudici si riuscono di nuovo, poi mi chiamano e mi dicono che la mia protesta è stata accettata, cartellino bianco, medaglia d'argento! Significa che mi sono qualificata ai mondiali di Belgrado 2020! 

RANA SUBACQUEA
Mi sento stanchissima. Non avevo mai avuto convulsioni prima e sono un po' impaurita, ho anche un po' di mal di testa e le mani mi tremano leggermente, ma non è il tremore del nervosismo.
Mi sento anche appagata e non voglio rischiare due sambe lo stesso giorno. Ho paura di pagarla nella vecchiaia. Il cervello bisogna tenerselo caro.
Mentre mi rilasso sento lo dallo speaker che ci sono un sacco di black out. 
Arriva il mio turno, entro in acqua molto tranquilla, arrivo ai 50 metri senza contrazioni forti, ma mi sento stanca in tutto il corpo. Ho dichiarato 51 metri, appena arrivo al muro dei 50 penso, vabbè ho fatto il mio ed esco, prima della mia batteria. Lì per lì non me ne importa, poi tutti cominciano a chiedere come mai. AL che avuto anche lei una samba in STA ha nuotato oltre 90 metri e io mi comincio a vergognare. Il bronzo va a una ragazza che nuota 100 mt e l'argento a una che ne fa 105. Il mio record in allenamento è 106, ce la potevo fare a prendere almeno il bronzo...Ma mi sentivo veramente stanca. Ancora adesso non so se ho preso la decisione giusta. Comunque ora è fatta: domani monopinna!!!

venerdì 29 marzo 2019

Notte prima della gara

Sono già a Uppsala, i miei amici arrivano direttamente domani mattina, ma io ho preferito investire in una notte in più in albergo per non innervosirmi nel traffico.
Stammattina sono andata a provare la muta di 1 mm con l'aggiunta della muta che uso per le scuole di nuoto e mi sembrava che funzionasse abbastanza bene, ma poi ho saputo che la temperatura dell'acqua era di 28,4 gradi mentre domani sarà di 27 e un grado e mezzo fa differenza. Alla fine ho tagliato il cappuccio alla muta da 5mm e ho ripreso un po' di ottimismo per la gara di statica di domani.
Ho statica alle 11.20 e rana subacquea alle 15.28. Forse qualche volenteroso trasmetterà dei live sul gruppo facebook dei campionati: https://www.facebook.com/groups/smifridykning/
Io cercherò di trasmettere la finale di statica e di rana maschili perché quando partono loro io avrò già finito. Comunque aggiornerò il blog domani sera e vi farò sapere com'è andata. Mi raccomando pensatemi!

Ancora problemi

La muta da 3 mm che mi hanno prestato per fare la statica non va bene perché è una normale muta da sub di naylon anche all'interno ed è troppo larga. Ho pensato di provare la mia muta da un millimetro con sopra la muta da insegnante di nuoto che ha le maniche e i pantaloni corti.  Tra poco vado in piscina, rimango 6 minuti immobile in acqua e vedo che succede. Non posso trattenere il fiato perchè sono sola.Se dovessi avere freddo anche così posso tagliare il cappuccio della muta da 5mm. Solo che non è mia e la proprietaria non è molto conenta di questa soluzione anche se ho detto che gliela compro nuova. Un'altra soluzione potrebbe essere correre a comprare una muta da 3mm buona, ma non avrei il tempo di provarla.  È un po' seccante a un solo giorno dalla gara avere ancora cose da sistemare e prove da fare. Inoltre non voglio partire con le mute bagnate e dovrò passare per la lavanderia condominiale a farle asciugare. 
Tutto questo perché la piscina dove avrei dovuto disputare la gara che è più calda e dove ho fatto il mio record personale in gara è stata infestata da un batterio molto aggressivo al punto che per debellarlo sostituiranno il fondo. Che disdetta.

Ieri comunque mi sono allenata Martin che sarà il mio coach domani e non è andata bene. Forse ero stressata perchè non avevo avuto il tempo di meditare prima, ma le contrazioni sono arrivate molto presto. Avevo detto che volevo sapere il tempo a 2'30'', 3', 3'30'' e 4' e poi da lì in poi ogni 15 secondi. Martin mi dà il tempo a 2'30'' e io ho già le contrazioni molto forti, resisto, resisto, ma i 3 minuti non arrivano mai. Che mi sta succedendo? Sollevo la testa dall'acqua e Martin mi dice: "Peccato, mancavano pochi secondi a 4 minuti." Aveva capito male, pensava che mi doveva avvertire solo a 2'30'' e 4'. Meno male che abbiamo fatto una prova. Speriamo che domani non si sbagli. Io ora comunque so che si può sbagliare e terrò duro qualunque cosa succeda.

giovedì 28 marzo 2019

Ogni scusa è buona

Meno di due giorni ai campionati e continuo a ripetermi "Competo solo con me stessa", "E' una gara come un'altra", "L'importante è divertirsi", ma il nervosismo soppresso aggira la razionalità e mi attacca sul fronte dell'emotività.
Ieri, per esempio, avevo programmato di fare l'ultimo massimale di rana subacquea anche se mi sentivo molto stanca. Stavo preparando la borsa per andare in piscina quando ho una conversazione spiacevole con un apneista che conosco. Attacco il telefono e decido che non voglio mai più  vedere nessun apnenista, non voglio partecipare ai campionati e non mi voglio neanche mai più allenare. Chiamo mia sorella per lamentarmi e lei mi fa pazientemente notare che me la stavo facendo sotto e cercavo solo una buona scusa per mollare. 
Ricordate quando a Goteborg credevo di avere la febbre e invece era paura? Ieri credevo di essere arrabbiata e invece era paura. Anche questa stanchezza che mi sento addosso da giorni probabilmente è paura. Tutte le sensazioni fisiche ed emotive negative che avrò fino alla gara saranno solo questo: paura. Paura di deludere le mie stesse aspettative. Ma devo sempre ricordare a me stessa perché partecipo: per imparare a gestire lo stress, per allenare la disciplina, per avere un hobby che mi impegni fisicamente e mentalmente. Queste sono le ore più difficili. Una volta sott'acqua passerà tutto e ci solo quella sensazione di leggerezza e di pace che mi fa amare l'apnea. 

mercoledì 27 marzo 2019

Manca poco!!!

Foto di Elin Larsgren - Goteborg 20 marzo 2019

Il programma di oggi, a parte il lavoro, è andare a prendere la muta da 3mm che mi serve per la gara di statica, poi in piscina per provarla e fare l'utimo massimale di rana. Sono nervosa, ma sto cercando di considerare la gara più come un evento sociale che altro. 
Quando partecipai ai campionati del 2017 non conoscevo nessuno dei partecipanti, ora invece ci sono molti conoscenti e cinque amici di cui tre in veste di partecipanti e due come coach. Ora che l'ho scritto mi sono ricordata che io non ho un coach per la statica. Se non ne trovo uno mi danno gli avvisi del tempo che passa secondo le regole Aida e non come li voglio io. Posso chiedere a uno dei due coach che vengono, ma con uno non mi sono mai allenata quest'anno e con l'altro non lo faccio da un sacco di tempo. Mi ha sempre fatto da coach Tomas S., ma deve gareggiare e non se la sente perchè non avrebbe abbastanza tempo per rilassarsi prima della sua prova. Ora li contatto e ci mettiamo d'accordo, A domani.

martedì 26 marzo 2019

I miei start ai campionati svedesi


Facciamo un po' di chiarezza in tutte queste abbreviazioni. 
STA: apnea statica
DYN: apnea dinamica
DNF: rana subacquea
TOP: orario partenza
AP: prestazione dichiarata ovvero il minimo che devo fare per non incorrere in una penalità.
PB: record personale

Io ho inserito i record personali realizzati nelle gare ufficiali per questo parto a metà classifica, ma i miei record personali in allenamento sono 5'45'' in statica, 106 in rana subacquea e 128 in apnea dinamica. 

In questo link potete vedere cosa hanno dichiarato gli altri,i loro massimali e l'ordine di partenza. Se non vi appare tutta la lista, cliccate sul triagolino in alto a destra, accanto all'icona della stampante.
Si parte in ordine crescente di prestazioni. I più bravi partono dopo per creare suspence nei 4 spettatori che verranno a vedere la gara. Se avessi inserito i miei massimali di allenamento sarei partita nella penultima batteria in statica e rana, mentre per la dinamica sarebbe comunque la terzultima. Per me non fa tanta differenza, basta non essere nell'ultima batteria.
Come vedete sabato ho solo 4 ore tra la statica e la rana. Siccome la statica si fa a digiuno, ma per la rana ci vuole energia, devo sbrigarmi a mangiare qualcosa di digeribile tra una gara e l'altra. La pasta che aveva funzionato a Göteborg mi ha fatto dei brutti scherzi nella gara di Uppsala. A 4 ore e 40 dall'assunzione non ne voleva sapere di rimanere al suo posto nello stomaco, dove tra l'altro sarebbe dovuta già essere stata ampiamente digerita. Forse era ancora un po' al dente, forse avevo mangiato troppo in fretta, fatto sta che ora non so cosa mangiare tra la statica e la dinamica. Chiederò aiuto a qualcuno più esperto.

Infine ci tengo a comunicare che www.officialtop.org è stato creato da un ragazzo del club di Uppsala che ospita i campionati e il suo utilizzo è gratuito. Chiunque organizzi una gara se ne può servire.

lunedì 25 marzo 2019

Il racconto della gara di Uppsala

Ricordo a chi non avesse letto i post precedenti che si tratta di una gara non ufficiale, senza valore per la classifica, organizzata come prova generale dei campionati che si terranno nella stessa piscina.
Per me la più grande vittoria è stata arrivare in macchina, perchè non avevo mai guidato così a lungo da sola. Avevo già gareggiato a in quest'impianto a giugno del 2017. Da allora hanno rinnovato gli spogliatoi rendondoli lussosissimi, c'è persino una centrifuga per i vestiti bagnati. La piscina però è sempre quella vecchia. Ci avevo gareggiato nel 2017: fondo di cemento dipinto, con le linee delle corsie sbiadite e con il gradino per stare in piedi in acqua talmente profondo da essere irragiungibile per me che sono bassina, ma molto scomodo anche per una persona alta 1,80.

Dovevamo essere tre ragazze, ma una non è venuta. Alla fine eravamo io e Emma Åkerrèn, che è la quarta in Svezia per la rana subacquea. Mi spostano lo star di 7 minuti, ma va bene. Durante il riscaldamento a secco mi sento molto bene, entro in acqua e mi accorgo che non ho nessun punto d'appoggio per stare in piedi, allora mi metto con i gomiti appoggiati al bordo, con le spalle alla corsia. A meno 20'' mi giro, prendo fiato e vado. A 30 metri comincio già a soffrire un poco, ma tengo duro perchè voglio superare il mio massimale di gara che è 79 metri, fatti proprio in quella piscina. Quella volta uscii delusa da me stessa, perchè il mio massimale in allenamento era 95, ma superato il muro dei 75 mi era sentita demotivata, mi ero chiesta "Ma che ci faccio qui, ma chi me lo fa fare". Questa volta sono decisa a tenere duro. Supero i 75 e nuoto fino a quando non sento di aver fatto abbastanza. Alzo la testa per salire e vedo che mancavano pochi metri ai cento e mi pento di essere uscita, ma ormai è troppo tardi. 94 metri, cartellino bianco. Peccato. Ho superato i cento una sola volta in allenamento quasi due anni fa e ho sprecato l'occasione di farlo di nuovo.

Per la cronaca, Åkerren entra in acqua senza riscaldamento e si fa 106 metri in scioltezza, "tanto - mi dirà dopo - era solo per testare l'organizzazione".

Quando esco dall'acqua mi restano solo 30 minuti allo start di apnea statica. Tolgo la muta da 1 mm e vado in bagno a mettere quella da 5 mm, l'unica che ho, che non è neanche mia e che ho difficoltà a mettere anche quando non sono stressata. Quando riesco nell'impresa  con grande sforzo e trovo un coach che mi avverta del passare del tempo secondo le mie indicazioni  mancano solo 10 minuti allo start. Mi stendo a terra come al solito ma non riesco a concentrarmi. La muta con il cappuccio giù mi stringe la gola e con il cappuccio indossato mi dà fastidio  e mi fa sentire troppo caldo.  Decido di lasciare il cappuccio giù. Entro in acqua e ovviamente galleggio molto di più che con la muta di 1 mm. Mi chiedo come farò a rimettermi in piedi quando vorrò interrompere la prova visto che le gambe sembrano boe inaffondabili. Il tappanaso non ne vuole sapere di stare a posto. Ingaggiamo una lotta feroce. Alla fine la spunto io. Il cuore mi batte forte, il rilassamento automatico che provo sempre non appena trattengo il respiro non arriva e le contrazioni iniziano a meno di un minuto. Aspetto il primo avviso a 2'30'', ma mi sembra un'eternità. Sospetto addirittura che si siano dimenticati di darmelo. Poi arriva, ma silenzioso, mentre io invece sono abituata a qualcuno che verbalmente mi dice 2'30'', 3' e così vai. Mi irrito un po', ma ormai che vuoi fare. Le contrazioni ormai sono molto forti e io cerco di rilassarmi passando uno scanner immaginario dalla testa ai piedi. Quando arrivo a 4' decido che è una prestazione decente e non vale la pena di soffrire per una gara non ufficiale.

Prima di andarmente ho la possibilità di provare a fare 50 metri con la monopinna. La piscina al centro è profonda 4 metri, da un lato 1,80 e dell'altro 1,20. Non è l'ideale, ma pensavo peggio.

Ora devo trovare al più presto una muta da 3mm senza cappuccio. Ho un'amica che ne ha una, speriamo che mi vada. Altrimenti mi tocca comprarla. Fi farò sapere.

domenica 24 marzo 2019

Gara di Uppsala

Oggi di nuovo in gara. Questa volta non è una competizione ufficiale e la mia prestazione non avrà alcun valore per la graduatoria AIDA. Si tratta di una prova generale organízzata dal club di Uppsala che tra sette giorni ospiterà i campionati svedesi. Per me è un'ottima occasione per prendere confindenza con quella piscina. Come vedete la prova di statica è a meno di un'ora da quella di rana subacquea, quindi non penso di fare una grande prestazione. In genere poi la statica si fa prima perchè andrebbe fatta a digiuno. 
A causa di un batterio che ha infestato la piscina dei bambini, la statica si farà nella piscina di 25 metri che è 4 gradi più fredda. Tutti i miei amici sono contenti perchè dicono che con il freddo il riflesso di immersione si attiva prima. Io invece sono preoccupata perché ho sempre fatto statica in piscine calde dove bastava la muta da 1 millimetro. La muta da 3 mm non ce l'ho quindi domani mi porterò quella da 5 mm. Solo per mettersela si sudano sette camicie...speriamo bene. Comunque ho ancora una settimana per procurarmi una muta da 3 mm.
Lunedì mattina vi farò sapere com'è andata.

sabato 23 marzo 2019

Filmino della gara di Göteborg





Courtesy of Sofia Tapani.

Purtroppo il video originale era molto pesante e ho dovuto convertirlo a scapito della qualità. Si vede che ho ancora tanto da migliorare sia nella pinneggiata che nelle virate. A 1'14'' si vede che mi aggiusto la pinna.

venerdì 22 marzo 2019

Göteborg e i misteri della mente


Ecco la foto della gara. Per chi non mi conoscesse sono quella in piedi a destra. Come sono bassa! Confesso che mi dà ancora più soddisfazione essermi piazzata bene pur non avendo un fisico atletico. Ma la verità è che nell'apnea è uno sport molto diverso dagli altri e le prestazioni sono influenzate da caratteristiche fisiche che non sono evidenti a occhio nudo come la grandezza della milza, la pressione sanguigna e il metabolismo per esempio.

Una cosa su cui ho riflettuto è il piccolo incidente della pinna che stavo perdendo. Ho commesso un errore a mettere troppa vaselina e a causa di questo errore ho fatto 123 metri, invece di 128 mentri che è il mio record in allenamento. Eppure saper reagire a un imprevisto e non arrendermi mi ha dato più fiducia in me stessa che non una prestazione obiettivamente migliore. Che strana la mente umana, almeno la mia.

giovedì 21 marzo 2019

Resoconto del March Challenge (La gara di Göteborg)

Non tutto è andato come previsto. Il viaggio è stato stancante perché con i pesi nella borsa e la monopinna che è ingombrante anche i pochi metri da casa alla metro, dalla metro al treno, dal treno al tram e dal tram alla piscina si sentono sulle spalle e sul collo.
L'accogliente bar caffè a una fermata di tram dalla piscina dove si svolgeva la gara dove avevo pensato di trascorrere le 5 ore di attesa è  diventato un enorme ristorante puzzolente che comunque sta per chiudere quando sono arrivata. Allora mi sistemo nel bar della piscina, meno carino, ma abbastanza tranquillo. A un certo punto arriva un gruppetto di adolescenti e io comincio ad accusare brividi e penso di avere la febbre. I miei amici apneisti capiscono subito che è nervosismo oppure fame e via messanger mi consigliano di meditare e di mangiare. Obbediente mi finisco la pasta con l'olio portata da Stoccolma e mangiata quasi tutta a pranzo in treno. Ho anche le cuffiette, faccio dieci minuti di meditazione guidata con l'app apposita e continuo a bere camomilla.

Finalmente arriva l'ora dell'appuntamento con gli organizzatori. Una volta entrata sbaglio spogliatoio per cui non mi funziona la chiave elettronica per chiudere l'armadietto e devo andare alla cassa a chiedere indicazioni. Perdo un sacco di tempo e mi agito,. 

Vado nella piscina da 25 dove si fa il riscaldamento e mi spiegano che per designare i vincitori avrebbero applicato dei coefficienti in modo da far gare gareggiare uomini e donne, rana subacquea e monopinna tutti nella stessa categoria. I coefficienti sono stati ricavati dai record del mondo maschile e femminile. Per esempio 100 metri fatti da una donna equivalevano a 100+x nella classifica generale. Niente medaglie separate per maschi e femmine insomma. Una fregatura per me visto che siamo solo 3 donne e un bronzo con il sistema di punteggio normale non me lo toglie nessuno. Ma scherzi a parte, non è per quello che voglio partecipare.

La altre concorrenti donne sono Nicole Edensbo, record svedese con la monopinna (210 mt) e Linda Stenman che ha un massimale di 137 metri. C'è anche la compionessa di apnea profonda e detentrice del record di rana subacquea Sofia Tapani che però non gareggia.

Molti mi chiedono se sono venuta apposta da Stoccolma per fare la gara, mi sembra che mi guardino come se fossi pazza. Ma non fa niente. Tutto il nervosismo che sto sentendo è esperienza preziosa.

Un'ora prima della propria partenza detta anche Official TOP (Time Of Performance) non si può più lasciare l'area di gara, quindi non potevo più tornare nello spogliatoio a prendere le cuffiette che mi servivano per non infastidire gli altri con l'allarme che mi metto per ricordare quando devo smettere il rilassamento e indossare la muta prima di inziare il riscaldamento a secco.

Il primo Official TOP è alle 20.36, io sono la quarta alle 20.54. Decido che utilizzerò anche gli occhialini perchè anche se ritardano il riflesso di immersione ai campionati li dovrò usare perchè la piscina ha diverse profondità. Questa invece è profonda 1,80 mt per tutta la lunghezza,

Alle 20.15 metto la muta e calcolo che devo iniziare dieci minuti prima della partenza: due minuti trattengo il fiato, un minuto respiro, altri due minuti trattengo il fiato, due minuti per mettermi i pesi e la monopinna: totale 7 minuti. Mi restano 3 minuti per entrare in acqua e rilassarmi. Errore! A completare la vestizione ci metto più del previsto ed entro in acqua quando mancano solo 90 secondi. Ma va bene perchè stare in piedi sul bordino posto a circa un metro di profondità con la monopinna con la scarpetta inclinata è impossibile senza appendersi con le braccia alla maniglia attaccata al blocco di partenza. Una posizione non proprio rilassante, in più l'acqua è bella freschetta.

Conto alla rovescia, mi concentro solo sulla respirazione, il cuore che mi batteva a mille prima del riscaldamento ora batte normalmente. -3,.-2, -1... parto! Appena mi stacco dal bordo sento che il tallone destro è scivolato fuori dalla monopinna. Evidentemente ho messo troppa vaselina. La punta comunque rimane dentro e l'altro piede è saldamente all'interno della scarpetta, per cui proseguo. Penso che non ho fatto tutto questo viaggio per nuotare dieci metri. Arrivo abbastanza tranquillamente al muro dei 50, ma la virata mi fa uscire ancora di più il piede, allora decido di aggiustarmi la pinna sott'acqua. Subito prima mi balena il pensiero che vedendo un movimento  inconsueto forse possano pensare a un malore e tirarmi su, ma lo scaccio e sott'acqua mi risistemo la pinna continuo. Verso gli 80 metri faccio un sacco di bolle, che a volte sono un segno l'atleta sta per svenire, nel mio caso credo che sia perchè mi vengono le contrazioni e non uno il tappanaso. Comunque avevo avvertito i giudici e quelli che facevano assistenza, quindi anche questa volta nessuno interviene.

Verso i 90 metri mi comincio già a sentire le gambe pesanti e penso come sempre: "Cacchio la creatina e la beta-alanina non funzionano proprio", A 100 viro e sono contenta perchè ho superato il mio massimale di gara. Vorrei eguagliare il mio massimale di allenamento, 128 metri, e comincio a contare le gambate. Ne devo fare 6 secondo i miei calcoli. Comincio 1,2,3... quante ne ho fatte? Il fiato c'à ancora ma l'acido lattico si fa sentire. Le gambe mi fanno veramente male, aspetto molto tra una gambata e l'altra per riposarmi e mi sembra con grande sforzo di farne altre 3, ma non sono sicura. Mi dico che è meglio non esagerare, l'importante è aver superato i cento. Salgo, protocollo d'uscita perfetto, cartellino bianco.

Quando sono ancora in acqua si avvicina Sofia Tapani e mi dice che ha visto che mi sono rimessa la pinna e dice che magari un altro avrebbe rinunciato e sarebbe uscito. Sembra colpita, io sono lusingatissima. Mi dice anche che ha filmato tutto e me lo manderà.

Un altro organizzatori mi dice che si notava che alla fine non ce la facevo con le gambe, un altro ancora mi dice che all'uscita sembrava che non avessi neanche trattenuto il fiato.

CONCLUSIONI
Ho imparato che:
1. Se viaggio con i pesi li devo mettere in un trolley altrimenti mi spacco la schiena.
2. Se mi sembra di avere la febbre prima della gara, probabilmente è paura. Mi era già successo ai campionati del 2017 e mi ero convinta di stare male davvero.
3. Mi servono 12 minuti dall'inizio del riscaldamento alla partenza.
4. Devo mettere meno vaselina ed evitare di metterla nella parte posteriore della scarpetta.
5. Sono più determinata e capace di fare fronte agli imprevisti di quello che pensassi.
6. Devo lavorare sulla potenza muscolare, ora non posso farlo perché i campionati sono tra pochi giorni e non posso rischiare di avere le gambe indolenzite e poi comunque non è una cosa che si acquisisce in pochi giorni.
7. La pasta  non al dente e condita solo con poco olio è digeribile e dà energia, va bene come cibo pre-gara.

Ben sette cose che mi aiuteranno ad affrontare le prossime competizioni. Sono molto soddisfatta.

Domenica gara di statica e rana subacquea.

mercoledì 20 marzo 2019

In viaggio - 10 ore alla gara

Vagone C, posto 133. Finalmente sono seduta. Ho fatto un grave sbaglio: ho portato i pesi in un borsone invece che nel trolley. Pensavo che mettendo il borsone a mo' di zaino non mi sarei affaticata molto, invece ho già le spalle indolenzite. Comunque arriverò a Göteborg con molte ore di anticipo e avrò tempo di riposarmi.
Ho appuntamento con uno degli organizzatori 2 ore prima della gara.
Stammattina non avevo fame, ma mi sono sforzata di mangiare due uova sode perché poi dovrò mangiare carboidrati per tutto il giorno. Mi sono portata della pasta con l'olio per il pranzo. In principio volevo portare le fette Wasa ma ieri hi visto che mi facevano gonfiare la pancia.
Naturalmente ho con me acqua e camomilla, perché qui nei bar non si trova.
Ho preso anche la creatina e la beta-alanina che di solito prendo la sera per non dovermele portare dietro.

Intanto ieri Tomas S. è andato a fare un sopralluogo nella piscina di Uppsala dove ci saranno i campionati. Ha detto che è pessima perché da un lato si tocca e quando fai la virata la monopinna esce dall' acqua, al centro è molto profonda ed è difficile capire dove ci si trova. Dice che chi usa gli occhialini è avvantagiato. Io in genere non li uso in gara perché intorno agli occhi ci sono i ricettori del riflesso di immersione, ma il mio massimale l'ho fatto con gli occhialini, quindi li terrò anche ai campionati per la gara di monopinna. Per la rana subacque c'è una piscina migliore per cui ne farò a meno.
Tomas è molto critico anche verso la piscina dove si farà la statica perché con 31 gradi è troppo calda. Io però in quella piscina ho già gareggiato e ho fatto il mio massimale in gara, che è minore di quello fatto recentemente in allenamento ma è comunque un buon tempo.
In ogni caso dopo il sopralluogo i miei amici hanno abbassato molto le aspettative e per la verità mi sembra una cosa positiva: aspettative basse vuol dire tranquillità che in apnea vuol dire buoni risultati.



martedì 19 marzo 2019

Notte prima della gara

Domani dopo le 20.30 ci sarà il mio Official TOP (Time Of Performance), insomma la mia partenza. Saremo solo 8, ma quelli che partecipano ai campionati hanno la precedenza. Molto probabilmente ci sarà anche la detentrice del record svedese con la monopinna, ma la cosa non mi preoccupa perchè con lei non posso competere. Per adesso.  Però sono comunque emozionata perché è solo la mia quarta gara e l'ultima stata quasi due anni fa. 
Mi raccomando di concentrarvi tutti domani sera e mandarmi energie positive.

lunedì 18 marzo 2019

Paura del raffreddore

Oggi ho fatto un starnuto e ho pure tossito due volte, per cui invece di andare a tentare il massimale di rana subacquea stasera sono andata subito a casa e mi sono fatta una zuppona piena piena di aglio (che è antibiotico) e cipolla (espettorante). Mi sembra di stare già meglio, chi starà male saranno tutti quelli che sensibili agli odori che mi incontreranno domani. Non sanno che stanno soffrendo per una buona causa.

Domani non mi potrò allenare e dopodomani ho la gara di monopinna a Göteborg, ma mi sento abbastanza tranquilla. Spero di riuscire a mantenere la calma anche durante la competizione. Per oggi è tutto. Buonanotte.

domenica 17 marzo 2019

Nuovo record personale con la monopinna: 14 metri in più.

Sono molto orgogliosa di questi metri in più perchè ho tentato il massimale alla fine di una giornata infernale. Avevo due turni di lavoro in due piscine diverse con 40 minuti per riposarmi a casa, ma l'istinto mi ha suggerito di portare con me la muta da apnea e infatti il primo turno è durato mezz'ora  in più perchè ho dovuto fare un lezione privata, ma nessuno mi aveva avvertito e alla fine ho dovuto mangiare in macchina.

Per fortuna oltre alla muta avevo portato anche da mangiare. Sapevo che avrei tentato il massimale quindi ho mangiato circa 12 fette Wasa. Ce ne sono diverse, quelle che avevo io sanno di cartone e  le compro proprio per questo, così non ne mangio troppe.

Al secondo turno il mio collega arriva in ritardo e io mi arrabbio a morte e non gli parlo per tutto il pomeriggio. Quando finalmente penso di aver finito si avvicina un genitore che aveva un bambino in un altro gruppo e mi fa vedere un certificato in cui si dice che il bambino si è tuffato dal bordo e ha nuotato 200 metri. Ma, dice l'uomo, suo figlio si è tuffato dai blocchi di partenza, perchè non sta scritto nel certificato? Gli rispondo che è un certificato standard e che per avere la sufficienza nel nuoto non c'è bisogno di tuffarsi dai blocchi. L'uomo insiste che il certificato è sbagliato e va cambiato. Gli dò ragione e me la squaglio.

Quando arrivo alla piscina dove mi alleno, la macchinetta per pagare il parcheggio non accetta la mia carta di credito. Medito di tornare a casa...ma poi mi dico che non mi devo arrendere e trovo un'altra macchinetta che non avevo notato.

Entro in piscina e c'è la fila per fare i massimali, visto che mancano meno di due settimane ai campionati. Io non ho fretta, ne approfitto per rilassarmi. Sono ancora arrabbiata e il cuore mi batte fortissimo. In più ho dimenticato la cuffia a casa o forse l'ho persa, non lo so ancora.  Non trovo nemmeno un elastico per i capelli e allora decido di provare a fare il massimale con gli occhialini, così non mi vanno i capelli davanti agli occhi.

Mi stendo con le gambe in alto e piano piano riesco a rilassarmi. Comincio a trattenere il fiato a secco per riscaldarmi quando Tomas mi dice di prepararmi. Io non gli posso rispondere perchè sto trattenendo il fiato. Le contrazioni arrivano tardi a sono "buone". Visualizzo la piscina di Göteborg che è molto luminosa e tranquilla. Dopo qualche minuto Tomas mi incalza ancora dicendo che tra poco la piscina chiude, ma io sto trattenendo per la seconda volta il fiato e non mi preoccupo perchè so che sarò pronta in tempo. 

Entro in acqua e chiedo un conto alla rovescia di due minuti, giusto il tempo di abituarmi all'acqua e prendere fiato. Sono freddolosa e non mi piace entrare in vasca con molto anticipo.

Arriva il momento di partire e mi sento molto fiduciosa. Verso i 35 metri comincio a soffrire, verso gli 80 (o almeno credo che fossero 80) mi sembra di non farcela più, ma mi dico che devo per lo meno fare la virata dei cento. Poco prima del muro dei 100 cominciano i dolori dell'acido lattico, ma io sono determinata a fare un nuovo record. Mi dico che è solo una statica con dei dolori alle gambe e continuo a nuotare. Mi sento lucida e il fiato c'è ancora, sogno il muro dei 150, ma le gambe mi fanno veramente male. Esco credendo di aver fatto 120 metri, mi guardo intorno e vedo che ho superato la scaletta che sta a 25 metri. Conto le mattonelle e sono quasi 129 metri, ma si arrotondano sempre per difetto: 128 metri! Tomas mi dice che ho fatto un ottimo protocollo d'uscita. Mi mancano solo 11 metri per raggiungere la mia compagna di allenamento e rivale AL. Speriamo di accorciare le distanze nella gara di mercoledì a Göteborg.

sabato 16 marzo 2019

4 giorni alla gara di dinamica con attrezzi

Manca poco alla gara organizzata a Göteborg dal club Juniordykarna per prepararsi ai campionati. Proprio in questa città ho partecipato a novembre del 2015 alla mia prima competizione, spinta dalla mia amica Rahel che vedeva in me delle potenzialità. 

Era una gara riservata solo alle donne, cosa per me molto strana in un paese che si vanta di essere egalitario. La cosa bella era che il giudice era la regina dell'apnea svedese, Sofia Tapani, e i safety divers altri due membri della nazionale femminle. Furono gentilissime, ci spiegarono le regole e ci diedero dei consigli che ancora oggi seguo. Tutto questo al costo di una quota di partecipazione di 5 euro. In Italia non sarebbe mai stato possibile.

Alla gara partecipò anche Nicole Edesbo che due anni dopo avrebbe conquistato il record svedese con la monopinna. Io gareggia in rana subacquea perchè allora non possedevo una monopinna. Il mio massimale allora era di 86 metri, ma ne nuotai solo 75 perché Rahel si era raccomandata di non svenire per non farle fare brutta figura. Arrivai quinta su nove, ma fui molto contenta.

Ora tornerò e questa volta con la monopinna, anche se non la so usare molto bene, ma mentalmente spero di ritrovare lo stesso cameratismo della mia prima volta.

venerdì 15 marzo 2019

Il post della buonanotte

Oggi giornata fiacca forse anche a causa della pioggia; sono un po' metereopatica. Ma domani allenamento di statica con AL. A presto.

giovedì 14 marzo 2019

Apnea scritta

Oggi ho iniziato a fare gli esercizi scritti contenuti nel libro di Gaspare Battaglia "L'anima dell'apneista" e ho scoperto un lato di me che non conoscevo. Spero che questa nuova consapevolezza mi aiuti a migliorare, non solo nell'apnea.

Oggi niente allenamento, ma domani andrò in piscina a cercare di migliorare un po' la tecnica della monopinna in vista della gara a Göteborg mercoledì 20. In realtà posso scegliere tra rana subacquea e monopinna, ma visto che hanno la vasca da 50 metri ho deciso per la mono.

Si tratta di una competizione numericamente molto piccola, 8 o 9 partecipanti, ma ci potrebbero essere alcuni dei più forti di Svezia, tra cui Nicole Edensbo, l'attuale detentrice del record svedese con la monopinna, 210 metri. Io spero di migliorare il mio massimale di gara, che è 100 e magari anche quello in allenamento 114. Speriamo bene.

mercoledì 13 marzo 2019

Allenare i nervi

Il nervosismo cresce, ma nello stesso tempo sta subentrando una specie di rassegnazione, mi sto preparando a fare del mio meglio, ma nello stesso tempo ad accettare il risultato.

In piscina ho parlato con delle ragazze nuove del club e ho saputo che sono brave e mi ha fatto piacere perché le mie prestazioni migliorano se gareggio contro qualcuno che conosco e che magari mi sta anche simpatico. Forse perché l'aggressività che sviluppo verso qualcuno che personalmente non mi piace mi fa perdere focus ed energia.

In più l'atmosfera di cameratismo del club mi ricorda perchè voglio gareggiare: per abituarmi allo stress, per essere costante nel perseguimento dei miei obiettivi, per imparare ad accettare i miei limiti.

Lunedì sono stata di nuovo in piscina e ho fatto un tentativo di massimale in rana subacquea: 79 metri. Il mio record personale è 106 eppure non sono tanto delusa da me stessa. L'anno del massimale, il 2017, non sempre riuscivo a superare i 75. Quest'anno invece ci riesco sempre tranne il mese scorso quando ero così poco concentrata che sono uscita a 35 metri.

Questa volta sono uscita appena ho cominciato a sentire che il corpo "bruciava". Dopo essere uscita mi sono ricordata che questa sensazione l'avevo provata anche quando ho fatto i 106 metri ed era cominciata già prima del muro dei 75. Insomma credo di stare abbastanza bene. Devo solo spingere di più.

La settimana prossima mi aspettano ben due gare che spero mi aiuteranno ad abituare i nervi alla tensione della competizione.

lunedì 11 marzo 2019

Strategie di gara

Ieri parlavo con un compagno di club, Tomas J., quello che a Riga ha vinto la gara di statica (leggi qui). Gli ho detto che questa volta  volevo prendere solo cartellini bianchi diversamente dal primo ed unico campionato a cui ho partecipato nel quale me ne hanno dati di tutti i colori: rosso per la statica perchè sono svenuta dopo essere uscita, giallo in rana subacquea perchè ho nuotato meno dei metri dichiarati e finalmente bianco con la monopinna. Mi aspettavo qualche parola di approvazione per il mio buon senso e invece lui mi fa: "Eh no, almeno un cartellino rosso lo devi prendere altrimenti significa che non hai spinto abbastanza." 

Che fare? Di una cosa sono sicura, non posso assolutamente rischiare di andare in black out nella gara di statica perché altrimenti poi non mi fanno partecipare alla gara di rana subacquea che si tiene a poche ore di distanza.

Intanto i campionati si avvicinano e a Uppsala hanno organizzato una garetta non ufficiale domenica 24 per fare una specie di prova generale, mentre a Göteborg faranno una gara mercoledì 16 che è valida anche per le classifiche dell'Aida (una delle due federazioni internazionali di apnea). Sto valutando se partecipare.

domenica 10 marzo 2019

Pochi metri, ma molto ottimismo

Oggi è stata una giornata molto difficile, soprattutto a causa della nuvola di rabbia che da qualche giorno mi avvolge. Arrivata l'ora di andare in piscina, non ne avevo nessuna voglia. Mi sono anche autosabotata, sono uscita in ritardo e ho dimenticato la cuffia...ma siccome ho questo blog e ci sono ben otto persone che mi leggono, ho deciso di tentare un massimale. All'inizio tutto bene, le contrazione sono cominciate come al solito verso i 35 metri, ma non erano tanto fastidiose. Purtroppo però verso i 65 metri ho cominciato a sentire le gambe pesantissime e doloranti per l'acido lattico, così sono uscita a 88 metri. 

Non è molto, ma considerando che mi sentivo uno straccio psicologicamente e che avevo mangiato troppo tardi, sono abbastanza contenta. Dopo sono rimasta ad allenare le virate e le uscite. 

Quando tento un massimale lo faccio nella corsia vicino al muro, mentre in gara per non favorire nessuno ci saranno dei galleggianti a delimitare anche la corsia più esterna. Quindi mi sono allenata a fare il protocollo d'uscita proprio come sarà in gara. Ne avevo proprio bisogno: al primo tentativo sono uscita dal lato sbagliato, cosa che in gara mi sarebbe costata un cartellino rosso.

Intanto la mia compagna di allenamento AL ha fatto 138 metri! Aveva già fatto 139 qualche settimana fa, ma non aveva completato il protocollo d'uscita. Questa volta invece ha fatto un'uscita pulita. Sono molto contenta per lei, ma sarò ancora più contenta  quando IO farò 140. Non vi sembra giusto?

sabato 9 marzo 2019

Conflitto interno


Ecco guardate questo video. Dentro di me ci sono due persone, la ragazza sulla sedia a rotelle e quello che parla al secondo 15. Non è facile farli convivere.
Oggi ho meditato un poco e provato a fare una tabella ipossica che finiva con due apnee da 4'14'', ma non ce l'ho fatta. Sono arrivata solo a 3'29''.
Domani lavoro otto ore in acqua con le lezioni di nuoto, ma devo comunque trovare la forza di andare in piscina per fare il massimale nella vasca da 50 metri. Vorrei solo dormire invece.

Comincia l'ansia

Ho dimenticato di scrivere tutto ieri, ma ho avuto molto da fare. Ho meditato e visualizzato, ma non ho fatto in tempo ad andare in palestra. Da parecchi giorni non  mi alleno in piscina e sono cominciati i pensieri "depotenzianti": ormai manca troppo poco tempo, in fondo che me ne importa dei campionati... Invece devo ricordare il perché voglio partecipare: allenare la costanza, la calma, la resistenza allo stress! Forza, domani è un altro giorno.

giovedì 7 marzo 2019

Prurito

Chissà ora cosa vi immaginate... invece il prurito che ho avuto e che per fortuna è durato solo dieci minuti era dovuto alla beta-alanina. Da oggi la sto assumendo insieme alla creatina su consiglio di Tomas, che oltre ad essere un valente apneista è anche un ricercatore e mi ha assicurato che l'assunzione di questi due integratori ritarderanno la formazione dell'acido lattico durante l'apnea dinamica. Si è anche prodigato in una spiegazione scientifica, ma non ci ho capito molto.
Confesso che ero e sono ancora un po' scettica, ma mi fido di Tomas.
Il raffreddore è quasi scomparso e oggi ho meditato 20 minuti e poi ho fatto una tabella ipercanica di otto apnee da 1'24'' con intervalli di 6'' di respirazione.
Domani palestra!

mercoledì 6 marzo 2019

Ancora raffreddata

Da più di otto giorni questa tosse non mi vuole lasciare. Non ho potuto allenarmi, ma prima di dormire farò meditazione e visualizzazione.
All'Eudi ho comprato il libro di Gaspare Battaglia "L'anima dell'apneista". È un libro sull'allenamento mentale dell'apneista. L' ho trovato pieno di spunti interessanti, molti dei quali sarebbero da approfondire. L'ho letto un po' in fretta presa dalla curiosità, ma da domani lo riprendo da capo e faccio tutti gli esercizi.

martedì 5 marzo 2019

Nella piscina più profonda del mondo

Sono andata due volte nella famosa y-40  di Montegrotto vicino Padova: 42 metridi profondità, acqua calda, fondo visibile, assistenza ineccepibile. I presupposti per arrivare a 42 metri c'erano tutti, invece sono arrivata solo a 35 che è la stessa profondità raggiunta nelle gelide acque di un lago vicino Stoccolma dove il mio computer ha segnato 4 gradi.
Come si spiega? Secondo me è dovuto al fatto che non avevo la monopinna e con le pinne normali non pinneggio molto bene e poi anche per l'assenza di pesi. Mi avevano detto che non servivano in acqua dolce e senza muta e che dopo pochi metri la pressione mi avrebbe fatto iniziare la caduta libera. Purtroppo per me non è stato così. Anche se non sono molto sovrappeso la caduta libera non è mai cominciata e ho dovuto pinneggiare per tutto il tempo.
Nel complesso però sono soddisfatta perché nonostante il maggior dispendio di energia ho comunque eguagliato i miei massimali. 
Da domani ricomincia l'allenamento in piscina in vista dei campionati.

sabato 2 marzo 2019

All'Eudi

Mi trovo all'European Diving Show di Bologna, la fiera dedicata all'immersione più grande d'Europa.
Ho visto un sacco di apneisti famosi e mi sono fatta anche la foto con Molchanov, ma è venuta male perché ero tutta rossa dalla vergogna. Vabbé prima o poi lo rivedrò e mi farò una foto decente.