sabato 9 febbraio 2019

Nuovo record personale di statica: 5'16''


Se avessi fatto questo risultato in gara sarei l'ottava di tutti i tempi in Svezia  e la quarta delle donne attive nell'apnea indoor in questo momento.  Ma procediamo con ordine.

Ieri pomeriggio mi sono messa d'accordo con Tomas S. per allenarci. Qualche ora dopo me n'ero già dimenticata e ho mangiato un piatto di patatine fritte che non è proprio raccomandabile la sera prima di una statica. Poi avevo ancora fame, ma a questo punto mi ero ricordata dell'appuntamento e ho mangiato fette biscottate con miele. Ho evitato le proteine perchè sono di digestione più difficile rispetto ai carboidrati.

La notte è andata maluccio, mi sono svegliata per bere almeno 3 volte, non so se avevo messo troppo sale nelle patatine oppure ero nervosa. Dalla mattina alle 6.30 comunque ho cominciato a bere poco ma spesso e non ho mai smesso fino al momento di iniziare.

Alle 8 puntuali io e Tomas entriamo in piscina e troviamo una brutta sorpresa: la piscina dei bambini dove ci alleniamo di solito è occupata da una scuola di nuoto e quindi ci dobbiamo adattare ad un'altra piscinetta dove giocano i piccoli e ci sono 3 o 4 bambini abbastanza rumorosi.

Tomas lascia che inzi io, mi metto gli auricolari per ascoltare la app di meditazione, ma non riesco a completare il programma perchè ho poco tempo. Ho detto che sarei partita entro dieci minuti, ma è troppo poco. Trattengo il fiato come riscaldamento, ma non faccio nemmeno in tempo ad avere le contrazioni che Tomas mi avverte che mancano due minuti all'inizio.

Entro in acqua e provo in senso di benessere, ma ho dimenticato di mettere la cuffia e ho freddo alla testa, non so perchè l'aria mi gonfia le guance, dandomi fastidio e il tappanaso regge, ma lo sento troppo largo. A 1'50'' circa cominciano le contrazioni, poi mi incomincia a battere forte il cuore, provo un senso di disagio e di inutilità. Esco a 2'27.

Ora è il turno di Tomas che riposa steso a pancia in su in acqua, mentre io delicatamente lo sposto in modo che non si allontani troppo dal bordo. Lo avverto quando mancano 3 minuti e poi quando ne manca uno. Finalmente inizia. Vuole il primo segnale di controllo per vedere se sta bene a 5'. Stando completamente rilassato e con il viso in acqua è impossibile sapere se il compagno di apnea sta bene e quindi ci si mette d'accordo che ogni tot il compagno di tocca la spalla e l'altro fa il segno dell'ok con le dita. Il segno di Tomas è quasi invisibile, in pratica è quasi inutile e credo che lui voglia il controllo solo per sapere quanto tempo è passato.

Per questo quando verso i 4 minuti gli arrivano le contrazioni io sono contenta perché se fosse svenuto non le avrebbe. Arriva a 5' e i bambini hanno smesso di giocare e si sono seduti sul bordo della piscina assieme ai genitori a guardare. Passa i 5'30'' i 6' e poco dopo esce un po' seccato. Per lui che fa oltre 7'30'' è una cattiva prestazione. Dice di sentirsi demotivato di non avere voglia.

Ormai sono le 8.40 entro le 9 deve spostare la macchina altrimenti rischia di prendere una multa per divieto di sosta. Dice che c'é tempo per me di fare un altro tentativo. Mi consiglia di fare il riscaldamento in acqua perchè facendolo a terra e poi spostandomi in acqua consumo energie preziose. Io che sono già in acqua e ho anche paura che prenda la multa acconsento. Trattengo il fiato una volta senza guardare l'orologio, ma solo fino a che ho qualche contrazione. Poi respito 3' lentamente, ma profondamente e parto.

Ho il primo controllo a 2'30'' e le contrazioni mi arrivano già prima, ma sono molto morbide. Nonostante questo ho già la tentazione di uscire, ma mi vergogno davanti a Tomas a uscire di nuovo così presto. Passano 3' e mi dico che comunque posso arrivare almeno a 3'30'' intanto faccio una scansione del corpo dalla testa ai piedi per vedere se c'é qualche muscolo in tensione e cercare di rilassarlo e anche per far passare il tempo. Mi concentro anche sui rumori circostanti, le grida dei bambini che fanno i tuffi. Con una certa fatica procedo.

Arrivo a 4' e a questo punto ho il controllo ogni 15'', quindi so che il minuto è diviso in 4 frazioni di 15''. Non è tanto, ce la posso fare. Le contrazioni ci sono, ma sopportabili, non fanno male, non sento quella botta sotto il diaframma che a volte sembra di faccia uscire le spalle fuori dall'acqua. Tomas insieme al tempo comincia a dirmi delle frasi di incoraggiamento. Quando arrivo a 4'45'' mi sento stanca ma anche molto motivata perchè manca poco a superare il mio massimale che di è 5'5''.

Arrivata a 5' metto le mani sul bordo e poi molto lentamente appoggio i piedi sul fondo.  Quando Tomas mi dice che sono arrivata a 5'15'' sento che potrei continuare, ma meglio non aumentare troppo in una volta sala, quindi sollevo la testa dall'acqua, tolgo il tappanaso e do l'ok prima con la mano e poi a voce, come prescritto dalle protocollo Aida.

Tomas mi dice che ho fatto un'uscita molto pulita e che le labbra non sono quasi blu. Quando esco dall'acqua mi accorgo che non tremo come mi altre volte dopo un massimale, ma gira solo un poco la testa. La prossima volta potrò fare qualche secondo in più.

Ricordate il primo post del blog? Il mio obiettivo era battere i miei record personali in tutte le discipline indoor prima di arrivare ai campionati svedesi. Ora siamo a due su tre, mi manca la rana subacquea.

E per oggi è tutto per quello che mi riguarda, ma più tardi scriverò un post con i risultati della Riga Freediving Cup.


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