lunedì 31 dicembre 2018

Il gomito della sofferenza


In una intervista di Gaspare Battaglia a Cristina Rodda sento per la prima volta questa espressione. La Rodda dice che sta lavorando molto sull'espetto mentale e in particolare sul gomito della sofferenza ovvero l'intervallo di tempo in cui ci si sente peggio in una gara di apnea . E aggiunge che "visto che il gomito della sofferenza esiste bisogna cercare di accoglierlo il meglio possibile". Purtroppo però non dice come si fa ad allenarsi ad accoglierlo.

Sempre secondo la Rodda con le pinne si entra nel gomito a circa 50 metri e si esce a 80.
Quindi, penso io, con la monopinna che è più veloce, dovrebbe iniziare qualche metro dopo, ma ieri ho inziato a soffrire verso i 30 e a 83 stavo ancora soffrendo. Probabilmente più sei allenato più questo gomito si sposta in avanti. Ma è confortante sapere che a un certo punto la sofferenza si riduca e prima di arrivare al proprio limite ci sia una fase meno faticosa.

Lo avevo già notato con la statica, il mio "gomito" inizia verso 1' 50'' e dura fino a 4' e poi effettivamente è tutto più facile. Devo cercare di ricordarmelo anche quando faccio apnea dinamica. Invece di pensare: "Non ce la faccio, sto schiattando" devo pensare: "Sto attraversando il gomito, è inevitabile, tra poco starò meglio".

Ma veniamo all'allenamento di oggi. La tabella ipossica, quella che finisce con due ripetizione da 3'58 non sono riuscita a farla tutta neanche oggi, per cui ho deciso di lasciare stare per qualche giorno. La statica a secco è abbastanza dura, meglio non esagerare altrimenti mi esaurisco ben prima del campionato. Mi conforta sapere che una anno e mezzo fa facevo una tabella che finiva con due apnee da 3'28'', cioè 30 secondi in meno di ora e non sempre riuscivo a finirla, però nello stesso periodo ho fatto il mio record personale di 5'5''.

Sono anche stata di nuovo in palestra dove c'era una lezione di aerobica molto soft e non ho sudato quasi, ma ho notato che avevo le gambe e le braccia indolenzite dall'allenamento a circuito di venerdì e forse anche da quello di ieri in acqua.

Per oggi mi manca da fare lo streching, ho aggiunto un altro esercizio per le scapole e uno per riuscire a stendere di più i piedi in modo da sfilare meglio in acqua.

Domani mi aspettano:

Meditazione
Streching
Tabella ipercapnica
Esercizi di respirazione
50 piegamenti sulle gambe
3 serie da 30 di addominali

A presto!

domenica 30 dicembre 2018

83 metri!

Non sono molti, ma visto che avevo deciso di farne solo 80 e che il mio ultimo massimale l'ho fatto un anno e mezzo fa, sono contenta.

Nel mio club c'è questo signore che si chiama Tobbe a cui piace aiutare gli altri soprattutto i principianti. Lo avevo consultato via facebook e lui mi aveva consigliato di nuotare solo 80 metri, onde evitare brutte sorprese.
E' stato molto gentile e mi ha messo un peso sul fondo per segnare quando dovevo uscire e mi ha detto che se mi sentivo bene potevo nuotare anche un poco di più.

Ho trattenuto il fiato due volte a bordo vasca per riscaldarmi, poi sono entrata in acqua, sono partita e mi sono accorta subito che c'era qualcosa che non andava: avevo dimenticato il collarino!

Tobbe con una santa pazienza me lo ha preso dalla borsa e ha aspettato che riprendessi fiato.
Finalmente parto, all'inizio mi sento molto bene e procedo con la tecnica glide, ovvero dando due gambate e poi sfilando in acqua e poi di nuovo due gambate.

Passo il peso sul fondo pensando che siano già trenta metri, invece dal lato da cui vengo io sono solo venti, per cui mi sembra di metterci un sacco a raggiungere il muro dei 50. Le contrazione arrivano già a 30 mentri, ma io penso che siano 40 e mi sento forte. Arrivo al muro dei 50 e faccia una virata quasi decente per i miei standard, che per la verità sono bassi.

Verso 60 metri avevo già voglia di uscire, ma mi vergognavo davanti a Tobbe che si era dato tanto da fare, quindi continuo a nuotare e mi ripeto che in realtà si tratta di un apnea statica, interrotta ogni tanto da delle gambate. Verso il 70 metri l'acido lattico comincia a farsi sentire, ma so che manca poco, passo sopra al peso e dò un'altra gambata proprio per far vedere a Tobbe che non sto proprio schiattando, esco, faccio il protocollo d'uscita e mi sento abbastanza bene, ovvero non tremo tutta come quando ho fatto i miei massimali.

Quando esco Tobbe dice che si capiva che ce l'avrei fatta già dopo la virata dei 50 perchè avevo mantenuto lo stesso ritmo dell'inizio, non mi ero affrettata come fanno molti verso la fine del traguardo. Le labbra non erano blu ha detto, però dallo sguardo gli sembravo stanca. Dal bordo non è riuscito a vedere bene se la tecnica della gambata era giusta, ma le braccia erano un po' piegate e le dita aperte. D'altra parte stendere le braccia rende più idrodinamici, ma nello stesso tempo richiede un certo sforzo per cui non so se vale la pena. Io comunque continuerò a fare gli esercizi a secco per aumentare la flessibilità delle scapole. Vediamo se riesco a raddrizzare un po' le braccia.

Dopo ho fatto 4 volte 50 metri con la monopinna. Ho contato le gambate e sono riuscita a passare da 9 calci a 8. Vediamo di arrivare a sette la prossima volta.

Poi mi facevano male i piedi e ho fatto un po' di rana subacquea, poi ho rimesso la mono e ho cercato di fare degli esercizi per migliorare la tecnica.

E così è finito questo allenamento. La prossima domenica devo nuotare 100 metri.

Per domani ho in programma:

  • Tabella ipossica
  • Palestra
  • Streching
  • Meditazione

Buonanotte!

Meditazione, che palle! Però...


Sinceramente quando vedo in internet le foto di apneisti seduti in riva al mare nella posizione del loto, col vento tra che gli scompiglia i capelli e l'espressione beata, un po' da vomitare mi viene.
Eppure la meditazione nell'apnea è molto utile, l'ho verificato proprio questa mattina.

Dopo una nottata agitata in cui mi sono alzata per bere quattro o cinque volte, sono rimasta a letto di cattivo umore per via del tempo nuvoloso e ho iniziato a fare la tabella ipercapnica (respirare 6 secondi e trattenere 1'23'' per otto volte), ma niente da fare: i secondi sembravano eterni. Allora ho pensato di meditare 10 minuti e fare la tabella subito dopo: magia! Il tempo è volato e le contrazioni sono arrivate tardi rispetto al mio solito.

Per meditare uso un app che si chiama Headspace. Purtroppo è in inglese e solo le prime dieci sedute sono gratuite, ma io non penso assolutamente di pagare per sbloccare la altre. Sborsare soldi contrasta fortemente con la mia idea di rilassamento. Invece penso che ripeterò le prime dieci sedute all'infinito oppure troverò un'altra app.

Stasera vi aggiornerò dopo l'allenamento con la monopinna.

A più tardi.

sabato 29 dicembre 2018

Funziona!!!



L'idea del blog motivante funziona!
Ieri non avevo nessuna voglia di fare una tabella ipercapnica e gli esercizi per la gambata, ma siccome lo avevo scritto, l'ho fatto anche se ormai erano le otto passate ed ero stanca morta.
Quindi da oggi scriverò quello che ho programmato per il giorno dopo, così mi sentirò costretta a farlo.

Ci sono buone notizie: domani mi alleno finalmente con il mio club, Stockholm Apnea.

La domenica abbiamo la piscina di 50 metri  quindi farò per lo più dinamica con attrezzi, nel mio caso la monopinna. Purtroppo non abbiamo un allenatore ufficiale, ma c'è un ragazzo che da un po' di tempo dirige gli allenamenti per quelli interessati, gli altri si allenano da soli.

Gli ho chiesto tramite il nostro gruppo di facebook se domani dovevo cercare di fare il massimale per vedere a che livello stavo dopo tanto tempo che non mi allenavo e lui ha detto che è meglio che cerco di fare solo 80 metri per cominciare (parliamo di monopinna).

Qui in Svezia nessuno ha un allenatore, neanche i campioni che spesso si allenano a vicenda tra compagni di squadra oppure tra marito e moglie entrambi apneisti. Molti atleti svedesi sono scienziati, medici, ricercatori che sono molto precisi e costanti nel monitorare le proprie funzioni vitali e i propri progressi e in base ai quali si creano un allenamento personalizzato. Vengono in piscina con gli altri solo per una questione di sicurezza e perchè normalmente nelle piscine non ti lasciano fare apnea neanche se hai un compagno che ti controlla. Personalmente io per adesso non sono in grado di programmare un allenamento coerente, per cui sono contentissima di avere un allenatore altrimenti rischio di essere troppo disordinata e incostante.


Dunque, tornando a me, l' allenamento di oggi è:

Tabella ipossica (fatta, quella del primo post, ho sgarrato alla ripetizione numero 7)
Meditazione (fatta)
Streching (da fare)
Esercizi gambata rana (da fare)
Cercare e guardare video allenamento monopinna (da fare)

Domani

Mattina
Meditazione
Stretching
Tabella ipercapnica breve (respiro 6 secondi e trattengo 1.23 per otto volte)

Sera
Piscina vasca 50 m, nuotare 80 metri e poi vediamo cosa mi fa fare l'allenatore

A domani!

venerdì 28 dicembre 2018

In palestra

Se da un lato i muscoli consumano ossigeno, quindi per un apneista non è consigliabile fare troppi pesi, comunque bisogna allenarsi, altrimenti si è troppo deboli per fare delle buone prestazioni.

Per questo motivo oggi sono andata a fare un allenamento a circuito nella palestra vicino casa. Le stazioni erano per lo più di sollevamento pesi, ma ce n'era qualcuna anche di alleamento aerobico.

È stato divertente per cambiare allenarsi in compagnia.


Ma oggi devo fare ancora una tabella ipercapnica e gli esercizi che ci sono in questo video del campione greco Giorgios Panagiotakis.


giovedì 27 dicembre 2018

In piscina: piccoli inconvenienti, ma...

... sono molto soddisfatta.

Oggi avevo programmato di entrare in acqua alle 7, invece, causa pigrizia, ho iniziato alle 7.45.
La piscina era quasi vuota e i primi trenta minuti ho avuto una corsia tutta per me. Purtroppo però il sistema di filtraggio dell'acqua è di quelli un po' vecchi, con dei getti fortissimi che ti spingono di lato e che ti favoriscono quando nuoti in un senso e ti penalizzano quando nuoti nella direzione opposta. La corsia centrale è meno soggetta alle correnti, ma purtroppo era occupata.

Anche la profondità non è ideale perchè parte da 80 cm che è veramente poco, anche per una bassina come me, e arriva a 1.80. Comunque va bene, così mi alleno agli sbalzi di profondità che ci sono anche nella piscina dove gareggerò. Nella vasca da 50 metri dove faremo la gara di apnea dinamica con attrezzi (le pinne) si parte da 1,9 m poi al centro è profonda 5,4 m e quando si arriva 1,3m. La potete vedere in questo video.




Ma veniamo all'allenamento. Non potevo fare più di 25 metri consecutivi perchè ero sola. Ho deciso di concentrarmi sulla tecnica e ho fatto 8 vasche da 25 m solo gambe, 8 solo braccia e 8 sia gambe che braccia. La prima vasca non sono riuscita nemmeno a finirla, per fare la seconda ci ho messo 15 gambate (orrore), poi però ho fatto un po' di esercizi del video che ho postato ieri e sono arrivata a 10 gambate. Quando ero allenata riuscivo anche con 7, mi pare. Avevo preso appunti sul telefonino, ma si è rotto. Comunque erano meno di dieci.

La bracciata va meglio, ho iniziato con 11 e sono scesa fino a 8. Quando ho messo insieme bracciata e gambata sono riuscita a finire in 4 set (per un set intendo una bracciata+una gambata) che è quello che ci mettevo quando ero più in forma.

Insomma come primo allenamento in acqua sono contenta. Ora si tratta di essere costanti. Il 9 gennaio voglio provare a fare un nuovo massimale di rana subacquea.

Per oggi comunque non è finita. Devo ancora fare:
- Tabella ipossica
-Stretching per le spalle
- Meditazione (servirà a qualcosa?)
- 40 piegamenti gambe

A domani.

Aggiornamento: la tabella ipossica, quella del post dell'altro ieri, non sono riuscita a farla fino in fondo, mi sono fermata a 3.34. Forse perché ero stanca dell'allenamento oppure perché avevo da poco mangiato un fetta di panettone? Se voglio ottenere dei buoni risultati devo mangiare in maniera più ordinata.

mercoledì 26 dicembre 2018

Secondo giorno

Anche oggi allenamento a secco:
- tabella ipercapnica (si trattiene il fiato otto volte sempre per lo stesso tempo, in questo caso 2.23, ma il tempo per respirare tra un'apnea e l'altra diminuisce un poco ogni volta)

- streching delle spalle per stare più chiusa quando faccio rana subaquea

- 40 piegamenti sulle gambe


Nei commenti al post di ieri Fra mi chiedeva che esercizi facevo per la rana. Ecco il video. Ieri ho fatto solo la parte che si fa a terra e senza il pallone.





Domani piscina!!!!


martedì 25 dicembre 2018

Partecipare ai campionati svedesi di apnea indoor 2019

Secondo alcuni studi condividere un obiettivo, nel senso di raccontarlo a tutti, aumenta la possibilità di raggiungerlo. Come mai? Semplice, la paura di fare un figuraccia è una grande fonte di motivazione! Per questo ho deciso di creare questo blog.

I campionati sono open e non ho bisogno di fare gare di qualificazione, ma io mi sono posta l'obiettivo di superare in allenamento i miei massimali prima del 30 marzo del 2019, giorno di inizio dei campionati. Queste sono le prestazioni da battere:

Statica: 5.05
Rana subacquea: 106 metri
Monopinna: 109 metri

Ogni giorno condividerò con voi cosa faccio per raggiungere questo risultato. Cominciamo!

Oggi ho fatto questa tabella di apnea statica a secco:

Come vedete sono le classiche otto ripetizioni di allenamento ipossico. Siccome non mi allenavo da parecchio alla ripetizione 6 e 7 non ce l'ho fatta e ho respirato prima del tempo. L'ultima però è andata bene (3.58). Dopodomani riproverò e se riuscirò a completare la tabella senza sgarrare cambierò le impostazioni dell'app e renderò la tabella un po' più difficile.

Ma la giornata non è finita: oggi devo ancora fare degli esercizi a secco per la rana subacquea, uno per avere una gambata più efficace e un altro per avere le braccia più chiuse,

Oggi niente piscina perchè è Natale e sono chiusi.

A domani.