venerdì 17 maggio 2019

Un giorno speciale

Mamma, papà e la cagnolina Lina.

La prima volta che mi sono sentita un'atleta è stata quando ho dovuto controllare se una crema per l'eczema al cortisone era nella lista delle sostanze proibite. La seconda volta quando ho vinto la medaglia d'argento ai campionati svedesi di apnea statica. La terza e quarta volta questa settimana quando ho fatto dei test con il mio preparatore atletico per vedere la mia condizione fisica di partenza.

Lui si chiama Iñaki è giovane e sembra molto entusiasta all'idea di prepararmi per i mondiali. È un genietto delle lingue, ha imparato lo svedese perfettamente in un solo anno e non ha nessun problema a leggere i libri sull'apnea in italiano che gli ho dato. Ho fatto varie prove col cardiofrequenzimetro e pare che io abbia una soglia anaerobica abbastanza alta per la mia età. Io veramente pensavo di essere un rottame, ma evidentemente anche a giudicare dai risultati in piscina non lo sono. Incredibile come la percezione di sè possa essere alterata.

Ma perchè è un giorno speciale? - vi chiederete. Oggi è il primo anniversario della morte di mia madre. La sua opinione sulle mie prestazioni in apnea era: "Non dovresti competere con quei poveri svedesi che imparano a nuotare in piscina. Che fai? O 'gallo 'ncoppa a munnezza?". Quest'ultima è un'espressione napoletana che vuol dire darsi arie rispetto a qualcuno di livello molto inferiore. Il commento di mia madre al video di un apneista che scendeva a cento metri invece è stato: "Gesù, chist è sciem." Ciò nonostante credo che sarebbe stata orgogliosa dei miei risultati e che alla fine avrebbe capito che quelli che ho visto nelle piscine svedesi sono tutt'altro che poveracci.

E oggi è arrivato il temuto anniversario in cui credevo che mi sarei sentita distrutta, invece ache se mi sento un po' malinconica, c'è un bel sole che mi conforta e anche l'emozione di un viaggio che inizia domani.E proprio oggi iniziano i campionati italiani di apnea indoor. È una semplice coincidenza, ma io la voglio vedere come un segno. Mamma non c'è più e niente e nessuno potrà mai sostituirla, ma l'apnea mi ha aiutato a non lasciarmi travolgere dalla spirale del dolore e anche in questo giorno è venuta in mio soccorso. Anche oggi devo dire grazie all'apnea e sopratuttuto ai compagni di allenamento di Stockholm Apnea, dell'ANS Diving Ischia e, ultimi ma non meno importanti, a mia sorella e mio padre che mi sostengono nella vita e in questa avventura sportiva.

Cliccate qui per vedere i campionati italiani in streaming.

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